La Fornace Coccapani

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La produzione di ceramica nel territorio di Calcinaia, iniziata alla fine del XVII secolo, ebbe ampia distribuzione anche a livello extra regionale.

L’installazione di una manifattura ceramica data al 1696, quando i Certosini di Calci, che possedevano una fattoria a Montecchio, nei pressi di Calcinaia, decisero di affiancare alle fornaci di calcina e laterizi che lì possedevano dal XV secolo, una fornace per la produzione di vasi. Della fornace oggi non rimane che il toponimo che indica un casolare immediatamente sotto Montecchio, mentre la documentazione d’archivio restituisce ricchezza di particolari sulla localizzazione, l’organizzazione, la produzione.

La fornace di Montecchio rimase attiva fino al 1768. In quegli anni la bottega fu organizzata da Maestro Giovanni Battista Franci, ceramista di Siena, specializzato nella produzione di vasellame da mensa che imitava la porcellana (“i piatti di maiolica di Montecchio”), mentre in misura minore avviò anche la produzione di stoviglie più comuni (“piatti da contadini”). Più tardi entrò a far parte della bottega di ceramiche anche Marco di Giovanni Coccapani, vasaio di origine modenese che svolgeva l’attività in una officina ceramica di Montecalvoli, poco distante da Montecchio.

Rimasta l’intera attività nelle mani della famiglia Coccapani, la stessa fu costretta a trasferire l’officina a Calcinaia per i continui contrasti con i Padri della Grancia Certosina.

Gli ultimi decenni del XVIII secolo l’attività fu dunque impiantata là dove ancora adesso sono conservati i forni e gli spazi della bottega, negli edifici annessi alla torre d’angolo del castello duecentesco (“torre alla fornace”), dove cioè i Coccapani avevano in proprietà gli edifici.

Qui i vasai continuarono la loro attività specializzandosi in “terraglie ordinarie di diverse qualità e di diverse terre”, una produzione ceramica di uso comune, ingobbiata e invetriata, stante le testimonianze dell’uso di piombo e stagno.

L’importanza economica di tale fornace è testimoniata dal fatto che all’inizio dell’Ottocento esisteva a Calcinaia solo questa officina per la produzione ceramica e che era addirittura da considerarsi come l’unica manifattura presente in paese.

La famiglia Coccapani si occupò della fornace direttamente fino alla cessione dell’ultima rappresentante, Rosa Coccapani, all’Opera Cardinale Maffi, la quale lasciò in conduzione l’attività alla famiglia Rovini fino agli anni ’60 del XX secolo.